siamo abituati a studiare le ere geologiche e i relativi cambiamenti climatici che durano secoli, eppure neanche in presenza la mente riesce a concepire la sparizione - in sessant'anni e per mano umana - di uno dei laghi più grandi al mondo.
Questo portfolio vuole documentare La devastazione ambientale inquadrandola (come mio solito) con geometrie rigorose e contrasti netti, senza concedere spazio per patine nostalgiche o romanticismi .
I relitti arrugginiti vogliono essere elementi di un'indagine fredda e concettuale, isolati nel vuoto per sottolinearne la loro ormai grottesca inutilità, a enfatizzare l'estetica spietata di un ecosistema che l'uomo ha definitivamente cancellato.
La storia del Lago di Aral è ben documentata qui,